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Sebbene a prima vista limosnera e faltriquera sembrino sinonimi, ci sono sfumature storiche, formali e funzionali che aiutano a distinguerli. Entrambe erano borse portatili utilizzate dalle donne (e occasionalmente dagli uomini) per riporre monete e oggetti personali, ma la differenza principale era nelle dimensioni, nella collocazione pratica e in alcune sfumature culturali. Di seguito è riportata una chiara spiegazione di come riconoscerli e del motivo per cui entrambi i termini hanno raggiunto intatti il linguaggio popolare.
Brevi definizioni
- LPorta elemosina: piccola borsa o portamonete pensile, ideato per riporre monete, elemosina e piccoli oggetti di uso quotidiano.
- Pocket: borsa da appendere o tasca più grande della borsa per l'elemosina; più capace di trasportare monete e altri oggetti personali, spesso nascosti sotto i vestiti.
Caratteristiche comuni
Entrambi condividevano diversi tratti funzionali e sociali che ne hanno facilitato l'uso per secoli:
- Erano indossati sospesi alla vita, trattenuti da nastri, cordoni o fibbie.
- Prima erano nascosti sotto la gonna, il grembiule o la biancheria intima per una maggiore sicurezza.
- Erano realizzati con materiali come tessuti, pelle o tela, a seconda della disponibilità e dello stato sociale.
- Servito come deposito sicuro di monete, chiavi, piccoli documenti o pezzi di tessuto.
Principali differenze
- Taglia: la tasca è solitamente più grande; l'elemosina, più compatta.
- Funzione precisa: il marsupio, oltre alle monete, può contenere oggetti un po' voluminosi; l'elemosina era orientata verso monete o piccole elemosine.
- Visibilità e posizionamento: erano entrambi nascosti, ma la custodia, a causa delle sue dimensioni maggiori, a volte era più visibile sotto i vestiti.
- Origine del termine: la parola faltriquera ha radici mozarabe (ḥaṭrikáyra) che suggeriscono un “luogo di sciocchezze”; l'elemosina deriva dalla sua relazione con l'azione di risparmiare l'elemosina o le monete.
Contesto storico e sociale
Le borse erano comuni fin dal Medioevo e rimasero in uso negli ambienti rurali fino al XIX o XX secolo. Erano particolarmente pratici nelle società in cui l'abbigliamento non prevedeva tasche cucite come le conosciamo oggi. Tenere il denaro vicino al corpo era una misura di sicurezza: per questo molte donne preferivano nasconderlo sotto diversi strati di stoffa.
Da questo uso quotidiano sono nate espressioni popolari come "grattarsi le tasche", associata al gesto di frugare nei tessuti per procurarsi denaro e, per estensione, all'idea di pagare controvoglia.
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Come distinguere una borsa per l'elemosina da una tasca nelle fonti storiche o nei pezzi conservati
- Late attenzione alle dimensioni: un riferimento numerico o visivo sulla scheda dell'oggetto solitamente risolve il dubbio.
- Controlla la descrizione funzionale: se la borsa è associata esclusivamente a monete ed è piccola, è più probabile che sia un mendicante.
- LGuarda la disposizione sul capo: le tasche possono essere descritte come "appese sotto la gonna" e con maggiore capienza.
- Consultare l'etimologia nei testi antichi: l'uso di termini mozarabici o regionali può indicare faltriquera.
Consigli pratici per ricercatori e hobbisti
- In fase di catalogazione includere le misure (altezza x larghezza) e il materiale per distinguere chiaramente entrambe le tipologie.
- Confronto con l'iconografia: dipinti e incisioni mostrano come venivano portati e le loro dimensioni rispetto al corpo.
- Considera il contesto sociale: sui pezzi di fascia alta, le borse potrebbero essere decorate; negli ambienti rurali erano più utilitaristici.
| Aspetto | Lalmonster | |
|---|---|---|
| Taglia | Piccolo, compatto | Più grande, capacità maggiore |
| Funzione principale | Salva monete ed elemosine | Porta monete e oggetti quotidiani più grandi |
| Posizione | Appeso in vita, nascosto | Appeso in vita, nascosto sotto i vestiti |
| Etimologia | Correlato a alms | Probabile origine mozarabica (luogo di sciocchezze) |
| Visibilità | Lesone contrassegnato | Talvolta più notevole per il suo volume |

Con questi criteri è possibile identificare e differenziare un mendicante da un portafoglio nei testi, negli oggetti museali e nell'iconografia. Sebbene nell'uso quotidiano entrambi i termini si sovrappongano e siano spesso usati in modo intercambiabile, l'attenzione alle dimensioni, alla funzione e al contesto storico ci consente di stabilire una distinzione chiara e utile per gli studi sulla moda storica, sull'etnografia e sul patrimonio materiale.